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Como-Inter, lago in fiamme: Fabregas sfida la corazzata di Chivu

I I nerazzurri anche senza Lautaro non possono rallentare ma al Sinigaglia li aspetta un Como giovane, tecnico e senza paura

Il palcoscenico è quello suggestivo del Sinigaglia, ma la posta in palio è altissima. Como-Inter non è una semplice tappa di campionato: è un incrocio di ambizioni, identità e momenti. Da una parte la squadra di Cesc Fabregas in piena corsa Champions che continua a stupire per coraggio e qualità; dall’altra l’Inter di Cristian Chivu, chiamata a non perdere terreno nella corsa al titolo e a rispondere ancora una volta presente.

I nerazzurri, infatti, arrivano con una struttura ormai consolidata, forte della manita rifilata alla Roma, mentre il Como proverà a giocarsela con leggerezza e talento, sfruttando soprattutto il dinamismo dei suoi uomini offensivi.

Le probabili: certezze Inter, qualche dubbio per Fabregas

Fabregas ha ancora qualche ballottaggio aperto, soprattutto sugli esterni difensivi: Smolcic e Valle sembrano in vantaggio, ma le scelte definitive arriveranno solo a ridosso del match. Sulla trequarti, invece, pochi dubbi: spazio alla fantasia con Diao, Nico Paz e Baturina, mentre Caqueret dovrebbe partire dalla panchina. In attacco, fiducia totale a Anastasios Douvikas.

Como (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Kempf, Diego Carlos, Valle; Da Cunha, Perrone; Diao, Paz, Baturina; Douvikas.

Per l’Inter, invece, scelte quasi obbligate e grande continuità rispetto alle ultime uscite. L’assenza di Bisseck apre le porte ad Acerbi al centro della difesa, mentre a centrocampo sarà Piotr Zielinski ad affiancare Barella e Calhanoglu. In attacco, però, Lautaro Martinez si è nuovamente fermato a causa di un lieve risentimento muscolare al soleo della gamba sinistra: al suo posto giocherà Pio Esposito al fianco di Marcus Thuram.

Inter (3-5-2): Sommer; Akanji, Acerbi, Bastoni; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Thuram, P.Esposito.

I duelli chiave: dove si decide la partita

La sensazione è che la gara si accenderà soprattutto sugli esterni. Da un lato Dimarco rappresenta una fonte costante di gioco e cross: la sua capacità di spingere costringerà Smolcic a una partita estremamente attenta, quasi più difensiva del previsto. Sul lato opposto, la fisicità di Dumfries metterà alla prova Valle, chiamato a contenere uno degli esterni più devastanti del campionato quando ha campo da attaccare.

In mezzo, tutto passerà dai piedi di Hakan Calhanoglu. Il regista nerazzurro sarà il metronomo della manovra, e toccherà a Perrone e Da Cunha limitarne la visione di gioco. Se riusciranno a schermarlo con efficacia, il Como potrà spezzare il ritmo dell’Inter; in caso contrario, i nerazzurri avranno il controllo totale della partita.

Tra le linee si giocherà un altro snodo fondamentale: Nico Paz e Baturina proveranno a muoversi alle spalle del centrocampo interista, cercando di attirare fuori posizione Acerbi e creare spazi. È proprio qui che il Como può fare male, sfruttando tecnica e rapidità.

Davanti, invece, il confronto è tanto diverso quanto intrigante. Douvikas dovrà lottare contro una difesa strutturata e fisica, facendo a sportellate e cercando di dare respiro alla squadra. Dall’altra parte, la coppia Thuram–Pio Esposito rappresenta un’incognita tutta da decifrare: il francese attacca la profondità e allunga le difese, mentre il giovane italiano porta energia, fisicità e voglia di incidere, muovendosi con coraggio negli spazi e cercando la giocata decisiva. Nonostante la coppia non abbia fornito utili risposte quando chiamata in causa nelle ultime uscite (vedi le partite contro Atalanta e Fiorentina ndr), resta una combinazione che potrebbe creare più di qualche grattacapo alla difesa avversaria.

La posta in palio

Per l’Inter è una partita da provare a vincere per compiere un ulteriore, e forse decisivo, passo verso il 21esimo scudetto. Anche senza il capocannoniere, nonché trascinatore, Lautaro la squadra di Chivu vorrà dimostrare di saper vincere. Per il Como, invece, è l’occasione perfetta per misurarsi contro una big e continuare a costruire la propria identità.

Il lago è pronto a fare da cornice. Ora tocca al campo dire se sarà impresa o conferma.