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Non dimentichiamoci di Giovanni Leoni

Giovanni Leoni è uno dei talenti più folgoranti tra i giovani italiani. Il grave infortunio subito un anno fa, però, ha fermato il suo processo di crescita, che però riprenderà presto.

Il 23 settembre del 2025 l’Italia è ancora in piena corsa per la qualificazione ai mondiali di calcio. Certo, la Norvegia ha già rifilato sette gol agli Azzurri, sono i giorni del pranzo al sacco di Israele-Italia, come fu definito il rocambolesco 4-5 dal commentatore tecnico Lele Adani, ma sono ancora ben lontani i giorni dell’incubo di Zenica, che arriverà sei mesi dopo. Quello che si può dire è che, in un certo qual modo, giocando al gioco delle sliding doors e dei what if, il mondiale inizia a sfuggire di mano all’Italia proprio in quella sera di settembre. Il motivo è presto detto: si gioca Liverpool-Southampton di FA Cup. Nei Reds parte titolare, per la prima volta, Giovanni Leoni, una delle aggiunte più importanti alla rosa di Arne Slot della scorsa estate. Leoni era stato acquistato ad agosto per una cifra attorno ai 30 milioni di euro: un investimento mirato per una difesa in profondo rinnovamento, che poi nella successiva estate (ossia quella attuale) ha perso Ibrahima Konaté, trasferitosi come free agent al Real Madrid.

L’infortunio di Leoni e le conseguenze sulla stagione di Liverpool e Italia

Leoni disputa una partita eccellente: è autore di una prestazione dominante, da vero uomo ovunque. Aggredisce, esce con leggiadria palla al piede, dimostra di essersi ambientato subito in un contesto di altissimo livello ed estremamente competitivo. I dati della sua partita sono eccellenti: 4 duelli su 5 vinti (di cui 3 su 3 aerei), 3 recuperi, 3 intercetti e 6 salvataggi. Non a caso il Liverpool vince la partita per 1-0 e supera il turno. I tifosi del Liverpool e gli addetti ai lavori inglesi sono già impressionati da questo gigante alto 1,95m che si sposta per il campo come un velociraptor e che con le sue lunghissime leve arriva dovunque. Nessuno sa cosa sta per succedere.

Al minuto 81, Slot sostituisce Leoni. In quel momento nessuno lo sta, e vi è solo il sospetto di un infortunio. Qualche settimana fa, Leoni, intervenuto sul sito ufficiale del Liverpool, ha raccontato: “Mi ricordo che dopo lo scontro di gioco dissi a Conor Bradley: ‘Si è rotto il legamento crociato anteriore, al cento per cento’. È stato il dolore più forte che abbia mai provato”. Il tutto viene confermato la mattina successiva: rottura del legamento crociato anteriore sinistro. Una doccia gelata per Leoni, per il Liverpool e per tutto il movimento del calcio italiano. Un calciatore di 19 anni, in prepotente ascesa nel calcio internazionale, che al primo snodo fondamentale della sua carriera deve subito arrestare la sua crescita per un infortunio gravissimo. Una “tragedia sportiva” che ha condizionato sia la stagione del Liverpool, spesso a corto in difesa e autore di un’annata a dir poco dimenticabile, che ha portato infine alla separazione delle strade con Arne Slot, sia dell’Italia stessa, a maggior ragione se si pensa che, nella sconfitta patita ai rigori contro la Bosnia, uno dei più grandi problemi è stato disputare oltre 75 minuti in dieci uomini per via dell’espulsione ingenua di Alessandro Bastoni, costretto a giocare quella partita benché acciaccato per via di ristrettezze difensive negli uomini.

Le condizioni attuali di Giovanni Leoni

Nel corso della scorsa stagione, il difensore cresciuto nel Padova ha lavorato durissimo per tornare al miglior stato di forma possibile. Al contrario di quanto spesso avviene, nel mondo del calcio e non solo, per Leoni si è scelto un processo di ritorno molto lento e graduale, per permettere ad un fisico giovane come il suo di riacquistare confidenza con il campo e non rischiare eventuali ricadute. Nessun ritorno record, nessuna terapia velocizzata: Leoni, in accordo con lo staff Reds, ha lasciato scorrere la stagione per concentrarsi sulla successiva, ossia quella che sta per iniziare. Un lavoro importante, fondamentale soprattutto dal punto di vista psicologico, per non perdere il focus e rimanere concentrato. “Mi ha aiutato molto Virgil van Dijk” ha spiegato Leoni, che sul suo stato di salute attuale ha aggiunto: “Nelle ultime settimane, mi sono sentito molto bene in campo. Il ginocchio sta bene e vedo la luce in fondo al tunnel; conto di tornare presto ad allenarmi con la squadra, e li capiremo come sta il mio ginocchio”.

Come verrà condizionato da questo infortunio Leoni?

Un difensore dalle caratteristiche di Leoni potrebbe essere condizionato negativamente, al ritorno in campo, ma bisogna cercare di essere positivi. Nelle prime annate da professionista in cui si è messo in luce, nelle esperienze tra Sampdoria e Parma, Leoni ha mostrato di essere un centrale moderno e completo, molto agile, eccellente nell’uno contro uno difensivo (la sua miglior caratteristica) ma abile anche nell’anticipo e, soprattutto, nel giocare la palla da dietro, sia che si tratti di impostare il gioco con filtranti e lanci, sia che si tratti di conduzioni palla al piede taglia-linee, sua specialità dal punto di vista tecnico, proprio per via della sua esuberanza fisico-atletica. In questo senso, com’è ovvio che sia, l’infortunio subito potrebbe scatenare delle ombre e preoccupare anche i suoi più grandi estimatori. Ciò non toglie che bisogna avere fiducia nel processo di rilancio di Leoni, seguito da uno degli staff medici e tecnici migliori al mondo, come quello del Liverpool, che farà del suo meglio per riportarlo al meglio. Inoltre, Leoni sarà ulteriormente seguito da vicino da quel Virgil van Dijk che l’ha seguito durante la riabilitazione; proprio Van Dijk, nell’ottobre 2020, ha subito lo stesso medesimo infortunio. Chi meglio di lui, dunque, che per caratteristiche ricalca molto lo stile di gioco del classe 2006, può essere per Leoni un punto di riferimento per ricalibrare il proprio stile di gioco, al ritorno da un problema fisico di tale magnitudo.

Leoni-Iraola: a match made in heaven

Negli ultimi due anni, il Bournemouth ha fatto scintille sul mercato, rivelandosi come il miglior esportatore in assoluto della Premier League. In particolare, le Cherries hanno valorizzato al massimo i difensori centrali: Dean Huijsen, Illja Zabarnyj e Marcos Senesi si sono messi in luce, fruttando, per quanto riguarda quantomeno i primi due (Senesi è partito a parametro 0 verso il Tottenham), oltre 100 milioni di euro dalle loro cessioni, rispettivamente verso Real Madrid e Paris Saint-Germain. Alla guida della squadra del dorset, Andoni Iraola, che proprio in quest’estate si è trasferito in direzione Liverpool per cercare di ritrovare la retta via smarrita in quest’ultima stagione. Iraola ha valorizzato difensori centrali molto simili per caratteristiche a Leoni, in particolare Huijsen: calciatori ambiziosi sia col pallone che senza, esplosivi e abituati a difendere in avanti, nonostante il suo Bournemouth sia stato una squadra che non ha mai tenuto il baricentro particolarmente alto. In questo senso, l’abitudine e la propensione di Leoni a difendere in un blocco basso, sviluppata con Christian Chivu durante l’esperienza a Parma, potrebbe rivelarsi un plus non da poco per diventare il pilastro della difesa del Liverpool.

Leoni si giocherà il posto da titolare con il nuovo arrivo Jérémy Jacquet, acquisto per una cifra vicina ai sessanta milioni dal Saint-Etiénne; non un avversario facile, ma di certo Leoni, se starà bene fisicamente, troverà ampio spazio in stagione, visti i tanti impegni del Liverpool.

E il fit con Roberto Mancini?

Nel gennaio 2024, la Sampdoria acquista un giovanissimo Giovanni Leoni dal Padova, pagandolo un milione e mezzo di euro. All’epoca, Leoni, da poco 17enne, aveva disputato la miseria di 147 minuti con la maglia biancoscudata, pressoché integralmente in Coppa Italia Serie C, eppure i due occhi che si sono affacciati sulle sue prodezze sono stati quelli giusti. “Andai a vedere una partita del Padova di Coppa Italia di Serie C, contro il Pontedera, nel dicembre 2023” racconta la figura che l’ha scelto. “Questo ragazzo mi impressionò subito. Lo segnalai al mio capo scout Lorenzo Giani. L’ultimo giorno di mercato stavo trattando Alvarez e scoprii che aveva lo stesso procuratore di Leoni. Chiudemmo l’affare in prestito con l’obbligo di riscatto a 1,5 milioni”. Ebbene, a dire queste parole è stato, durante un’intervista di un anno fa a La Gazzetta dello Sport, Andrea Mancini, all’epoca scout della Sampdoria, nonché figlio del nuovo/vecchio commissario tecnico della nazionale, Roberto Mancini. “Al primo allenamento Pirlo mi disse che era un giocatore fuori dalla norma” aggiungeva Mancini jr. “Leoni debuttò in Samp-Brescia e fu uno dei migliori. Ero talmente convinto del suo valore che lasciando la Samp chiamai subito De Rossi. Gli consigliai il giocatore per la Roma, lui parlò con la società ma non riuscì a convincere i dirigenti”.

Se non basta questo aneddoto a convincere dell’aderenza alle idee di Mancini, si faccia riferimento alla miglior versione della nazionale del tecnico jesino: una squadra capace di imporre il proprio gioco, in cui la versatilità e la disponibilità del duo Bonucci-Chiellini (nonché, ove necessario, di Acerbi e Bastoni) a variare lo spartito difensivo è stata decisiva per ottenere la gloriosa vittoria dell’Europeo 2021. Basti pensare alla oramai mitica marcatura a uomo di Chiellini ai danni di Lukaku nei quarti di finale contro il Belgio: un’aggressività, un’intelligenza tattica e una gestione dell’avversario da pura masterclass, che Leoni, in potenza, potrebbe tranquillamente replicare.

Ripartire per rinascere: la grande sfida di Giovanni Leoni

Per Leoni questa stagione sarà l’inizio della sua seconda chance nel calcio: non è mai facile risalire dopo un infortunio del genere, ma un atleta come lui ha già dimostrato in passato una forza mentale impressionante, da futura leggenda di questo gioco. Da lui ci si aspetta tanto: questa stagione ci darà qualche indicazione su quale potrà essere il suo futuro.