Buffon: «Gattuso come Lippi». Poi difende Spalletti e la Juve
L'ex portiere azzurro racconta la rinascita della Lazio, difende il lavoro di Gattuso e analizza la crisi bianconera: «Il problema non può essere sempre e solo l'allenatore».

Gianluigi Buffon promuove senza riserve Rino Gattuso, applaude la trasformazione della Lazio e prende posizione sulla delicata situazione della Juventus. In una lunga intervista concessa a Fabio Licari per La Gazzetta dello Sport, l’ex capitano della Nazionale affronta alcuni dei temi più caldi del calcio italiano, dalla sorprendente stagione biancoceleste alle difficoltà della squadra allenata da Luciano Spalletti.
Parole che arrivano all’indomani del netto 3-0 della Lazio sul campo della Juventus, risultato che ha confermato l’ottimo avvio di campionato dei biancocelesti e alimentato nuove riflessioni sul momento dei bianconeri.
Buffon incorona Gattuso: il paragone con Marcello Lippi
Il passaggio più significativo dell’intervista riguarda proprio Gattuso, allenatore che Buffon aveva sostenuto anche in occasione della sua esperienza sulla panchina della Nazionale italiana.
Per l’ex numero uno azzurro, il tecnico calabrese possiede qualità umane e professionali spesso sottovalutate. La sua capacità di costruire un gruppo e trasmettere senso di appartenenza rappresenta un valore aggiunto, tanto da spingere Buffon a un paragone importante.
«In Rino rivedo Lippi nella gestione del gruppo e nel fare esprimere vitalità a ogni giocatore».
Un accostamento tutt’altro che casuale. Buffon conosce bene l’importanza della leadership di Marcello Lippi, commissario tecnico dell’Italia campione del mondo nel 2006, e riconosce in Gattuso quella capacità di ottenere dai calciatori disponibilità, sacrificio e fiducia.
La preparazione tattica, secondo l’ex portiere, non è mai stata in discussione. A fare la differenza, soprattutto ad alti livelli, è il rapporto che un allenatore riesce a costruire con lo spogliatoio.
Lazio rinata, ma Buffon frena sulla corsa Scudetto
L’impatto di Gattuso sulla Lazio è sotto gli occhi di tutti. I biancocelesti condividono la vetta della classifica con l’Inter dopo sette giornate e hanno appena conquistato una vittoria prestigiosa all’Allianz Stadium.
Buffon riconosce i meriti dell’allenatore, sottolineando soprattutto il cambiamento nell’atteggiamento della squadra.
«La Lazio è una squadra rinvigorita».
Un concetto che va oltre i risultati. Secondo Buffon, la formazione romana ha ritrovato convinzione, coraggio e identità collettiva, elementi che stanno contribuendo a trasformarla in una delle sorprese più interessanti della stagione.
Sul possibile inserimento nella lotta scudetto, però, l’ex portiere preferisce mantenere prudenza. Le ambizioni vanno misurate considerando anche le aspettative della vigilia, quando diverse squadre sembravano attrezzate meglio della Lazio.
«In Champions sarebbe qualcosa di assoluto».
Un riconoscimento significativo per un gruppo che, almeno in questo avvio di stagione, sta riuscendo ad andare oltre i pronostici.
Juventus in crisi, Buffon si schiera con Spalletti
L’intervista affronta inevitabilmente anche il momento della Juventus, reduce dalla pesante sconfitta casalinga contro la Lazio.
Nonostante il rendimento deludente, Buffon invita a non individuare automaticamente in Luciano Spalletti il principale responsabile delle difficoltà bianconere.
L’ex capitano juventino sottolinea il peso delle assenze, gli impegni ravvicinati e la necessità di valutare il lavoro dell’allenatore in un contesto più ampio.
La sua posizione è netta, soprattutto davanti alle ipotesi di un nuovo cambio in panchina.
«Se cambi cinque allenatori in quattro anni, il problema non può essere sempre e solo l’allenatore…».
Una riflessione che chiama direttamente in causa la progettualità del club. Per Buffon, la continuità tecnica potrebbe rappresentare una delle poche strade percorribili per ricostruire una Juventus competitiva.
Cambiare ancora guida tecnica, senza intervenire sulle criticità strutturali, rischierebbe invece di riproporre gli stessi problemi.
Il messaggio a Bremer dopo lo sfogo
Buffon si sofferma anche sulle dichiarazioni di Gleison Bremer, protagonista di uno sfogo dopo la sconfitta contro la Lazio.
L’ex portiere comprende la necessità di assumersi responsabilità pubbliche nei momenti difficili, soprattutto quando si indossa la fascia di capitano. Ma precisa che certe prese di posizione richiedono credibilità e capacità di autocritica.
«Devi metterti in discussione per primo».
Un messaggio rivolto non soltanto al difensore brasiliano, ma idealmente all’intero spogliatoio bianconero. La leadership, secondo Buffon, non si esercita esclusivamente attraverso le parole, ma soprattutto con l’esempio quotidiano.
Tra la rinascita della Lazio e le difficoltà della Juventus
Le parole di Gianluigi Buffon raccontano due realtà profondamente diverse del campionato italiano.
Da una parte c’è una Lazio che, attraverso il lavoro di Gattuso, ha ritrovato identità e entusiasmo. Dall’altra una Juventus ancora alla ricerca di stabilità, alle prese con risultati insufficienti e interrogativi che vanno oltre la posizione del suo allenatore.
Il filo conduttore dell’intervista è proprio il valore della continuità e della gestione del gruppo. Due aspetti che Buffon considera fondamentali per costruire una squadra vincente.
E mentre Gattuso raccoglie i primi frutti del proprio lavoro, Spalletti è chiamato a una reazione immediata. Con una certezza, almeno secondo l’ex portiere: i problemi della Juventus non possono essere risolti semplicemente cambiando ancora allenatore.

