
Sognava un esordio diverso Luciano Spalletti. Avrebbe voluto iniziare la sua avventura sulla panchina della Nazionale con i tre punti e invece, come accaduto a tanti suoi predecessori, compresi tre futuri campioni del mondo come Pozzo, Bearzot e Marcello Lippi, non è riuscito a festeggiare con una vittoria la sua prima uscita da Ct: “La squadra ha giocato una buona partita – le sue parole – non abbiamo concesso molto. È mancato il passaggino giusto per far pesare la nostra superiorità tecnica, l’imbucata finale dopo aver creato gioco e situazioni pericolose. Anche dopo il pari avremmo potuto gestire meglio le situazioni al limite della loro area”. Non sono mancate le difficoltà, soprattutto nella ripresa: “La sofferenza è stata sul piano delle ribattute e delle seconde palle, dove non siamo stati pronti a ricreare questo blocco squadra in fase difensiva e queste respinte sono state spesso oggetto di riconquista dei centrocampisti che accompagnavano”.
Ha avuto solo sei giorni per preparare la sua prima partita, adesso ne avrà solo tre per recuperare le energie in vista di un match di fondamentale importanza come quello con l’Ucraina: “Gli aspetti su cui lavorare vengono fuori da questa partita qui. Questo è l’unico elemento che abbiamo per andare a cercare di trovare dei miglioramenti. Noi siamo una squadra forte, con una storia fortissima, una nazione che genera calciatori di continuo e dobbiamo tornare a quel livello che ci è stato donato dalla storia e dalla qualità che abbiamo in Italia”.

