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Il disastro Fiorentina ha una griffe chiara: Daniele PRADE’-Stefano PIOLI

Il disastro calcistico che ha portato la Fiorentina in fondo alla classifica della serie A, ha due responsabile: Daniele Pradè e Stefano Pioli.

Dieci partite, la metà delle quali in casa, con nessuna vittoria. Solo quattro pareggi, poi sei sconfitte. Va riconosciuto un calendario impietoso che ha contrapposto alla Viola tutte le prime del campionato. Solo un pari con il Bologna.

E dire che tutti gli addetti ai lavori ed ex calciatori, non solo di fede viola, avevano previsto una stagione di grandi soddisfazione, che avrebbe proiettato la Fiorentina a migliorare i sesti posti delle ultime stagioni, per arrivare addirittura in Champions League.

Molti meriti riconosciuti anche al direttore sportivo, Daniele Pradè, che dopo le pessima gestione e l’esonero forzato di Raffaele Palladino, aveva puntato su Stefano Pioli, anche per far dimenticare quanto di buono aveva fatto l’ex Juventus.

Mercato di livello senza cessioni importanti, fruttuose, e con l’arrivo, all’ultimo momento, di Roberto Piccoli a rafforzare una attacco che ha già fatto molto bene lo scorso anno.

Eloquente l’analisi di “Passione Fiorentina” con Flavio Ognissanti che descrive come Stefano Pçioli abbia dato il peggio di sè ai primi scricchiolii, rifiutando ogni suggerimento del gruppo squadra, dei senatori, preziosi in queste situazioni, che gli si è rivoltato contro.
Anche da giornalisti e da ex calciatori, in collegamento da programmi televisivi, non ha accettato critiche, rispondendo da presuntuoso.

Il ricco e lungo ingaggio, si parla di 3 milioni di euro, per tre anni, gli “sconsiglia” anche di dimettersi.
Cosa che, invece, ha fatto nelle ultime settimane il suo primo “complice”: Daniele Pradè.
Difficile uscire da questa situazione senza il cambio della guida tecnica.
E’ necessaria una transizione/un accordo tra le parti che dia alla Fiorentina la possibilità di aprire le porte ad un nuovo tecnico.