SERIE A

Juventus-Roma, la conferenza stampa di Spalletti prima del match

Juventus-Roma, meno di 24 ore al big match della 16esima giornata di Serie A: vediamo le dichiarazioni di Spalletti rilasciate ai giornalisti.

Cosa dobbiamo aspettarci dalla partita?

“I ragazzi continuano ad allenarsi nella maniera corretta ed è proprio questo il modo di proiettarsi verso il calcio attuale; speriamo di avere un’evoluzione, perché la difficoltà sta nel mantenere la costanza delle cose buone che si fanno. Domani bisogna essere bravi a uscire dal pressing asfissiante della Roma, che si sta comportando come una classica squadra di Gasperini”.

Milik è tornato ad allenarsi: come sta?

Milik è convocato: l’ho trovato come un bambino felice che torna a fare il gioco che gli è sempre piaciuto. Ha entusiasmo ed è un calciatore con caratteristiche importanti, sia fisiche che tecniche”.

Di cosa si parla con Gasperini?

“Siamo stati a cena tante volte, ma io sto bene con quasi tutti i miei colleghi: lui mi ha da sempre messo curiosità, è come un modello di fabbrica sia quando era all’inizio che adesso. Ha sempre usato l’assetto uomo contro uomo e attacca fino in fondo fregandosene dello spazio che lascia alle spalle; tutti i suoi ex calciatori che ora fanno gli allenatori giocano come lui, Palladino, Juric, Bocchetti, Modesto…giocatori cambiati grazie alla sua mentalità. I terzi di difesa vanno all’attacco ma con atteggiamento positivo perché poi sanno come comportarsi. Questa è una cosa difficilissima da fare e gli vanno fatti i complimenti”.

Questa Juventus riesce a divertire?

“Il fatto di essere belli dipende da quello che diventa attraente per gli sportivi: meglio avere gli abiti un po’ stropicciati ed a fare quello che ci vuole in partita. Ora si va a pressare, a recuperare posizioni e il tutto si fa con estrema velocità: bisogna prevedere alcune cose e in caso contrario contro la Roma si metterebbe male. Abbiamo margini di miglioramento, ma bisognerà vedere se mentalmente riusciremo ad adattarci a tutti i confronti e situazioni possibili”.

Nel calcio senza schemi, Yildiz e Mckennie sono fondamentali?

Nel calcio di prima c’era un’impostazione diversa, tutto era più ordinato e sistemato: ora non si sa dov’è l’avversario, bisogna girare continuamente la testa e modificare i propri compiti. Gli spazi si creano in base ai movimenti. Totti e Del Piero vedevano l’impossibile e creavano da semplici fantasie delle situazioni ideali, di conseguenza gli altri che ci giocavano insieme si adattavano e facevano dei movimenti migliori e diversi. Non solo Yildiz e Mckennie, ma tutti possono tornare utili alla causa in questo non avere un ruolo ben definito”.

Bremer e David giocheranno?

Bremer giocherà, nonostante manchino un po’ di valutazioni da ultimare anche riguardo Cabal e Rugani. David? Hanno fatto bene a non invitarlo a cena, la prima volta che ci è andato ha messo del parmigiano sullo spaghetto con le vongole”.

Juve da scudetto se batte la Roma?

“Bisogna innanzitutto vedere come si reagisce a questa partita, è come un esame di maturità. Abbiamo qualche defezione ma vedo i ragazzi allenarsi bene e sereni, e spero che basti per giocare una gara alla pari con la Roma”.

C’è più voglia di rivalsa da quando è arrivato?

“L’importante è la continuità: se lo sei, crei quello che diventa eccezionale. Giocare la partita col Bologna a viso aperto ci ha permesso di essere consapevoli della nostra incisività. Cambiaso? Mi piace e sa far tutto, però ho preferito ultimamente togliergli dei pezzi della partita perché è un po’ sotto il livello delle sue potenzialità: ci è rimasto male, ma ce l’ha con sé stesso perché sa che può dare di più. Non è presuntuoso, in quel caso sarebbe stato non allenabile: lui è autocritico e moderno, quindi migliorerà”.

C’è un giocatore in rosa che è il punto focale?

“Abbiamo diversi giocatori che interpretano bene il loro ruolo, lo stesso Locatelli mi sta piacendo e ha dei piedi per giocare bene a calcio. Deve velocizzare un po’ di più la manovra, ma lo sanno fare anche altri: Thuram, Koop, Miretti, per cui siamo tranquilli. Riguardo al mercato, non ho ancora parlato con la società”.

2 settimane importanti: cosa si aspetta dal gruppo?

“Nel calcio vince chi vede prima le giocate. Conta giocare da Juventus e rendere questo abitudinario, così da ottenere comodità e continuità nel prossimo futuro. Koop fuori? Non so prevedere il futuro immediato senza di lui, ma cerco di decidere sulle abitudini dei calciatori: dipende anche dall’avversario e la Roma, venendo addosso, lascia libero solo il portiere, per cui dovremo essere bravi a pensare anche a situazioni del genere”.