Osimhen allo scoperto: “Ecco tutta la mia verità”
La notte dei playoff di Champions contro la Juventus riaccende il passato e accende il presente europeo del Galatasaray

Alla vigilia di una delle sfide più attese dei playoff di Champions League, quella tra Galatasaray e Juventus, Victor Osimhen sceglie di parlare e di farlo senza filtri. L’attaccante nigeriano, pronto a incrociare i bianconeri e il suo ex tecnico Luciano Spalletti, con cui ha conquistato lo storico scudetto a Napoli, ripercorre le tappe più delicate della sua carriera recente e chiarisce i punti rimasti in sospeso dopo l’addio ai partenopei. Le sue dichiarazioni, riportate dal giornalista Francesco Calvi sulla Gazzetta dello Sport, fanno luce su trattative, tensioni e decisioni che hanno cambiato il suo destino calcistico.
Oggi la realtà racconta una storia diversa da quella che avrebbe potuto essere. Il centravanti poteva davvero disputare il playoff di Champions a maglie invertite, magari ancora agli ordini di Spalletti. Invece corre e segna per la formazione guidata da Okan, è il volto internazionale del Galatasaray e non vede l’ora di sfidare proprio la Juventus.
“Ho sempre parlato poco, ma dentro di me c’erano tante cose da dire”, confessa il centravanti del Galatasaray. Una verità che parte da Napoli e arriva fino a Istanbul, passando per un’estate di trattative e incomprensioni.
“Non sono un burattino”
Osimhen non nasconde l’amarezza per come si è chiusa la sua avventura in Serie A. “Ci sono stati episodi che mi hanno ferito. Dopo quel video pubblicato dal club, ho sentito che qualcosa si era spezzato definitivamente”. Tutto cominciò con un contenuto pubblicato su TikTok dall’account ufficiale del Napoli dopo il rigore sbagliato contro il Bologna. Nel filmato, dal tono apparentemente ironico, l’attaccante veniva paragonato a una noce di cocco: un accostamento che fece esplodere le polemiche e aprì un acceso dibattito, con accuse di razzismo che rimbalzarono per settimane. La reazione del centravanti fu immediata: dal suo profilo Instagram sparirono tutte le immagini legate all’esperienza in azzurro. Un segnale forte, il primo atto di un braccio di ferro destinato a lasciare strascichi. “Ho sempre rispettato tutti, ma rispetto ne pretendo altrettanto”, aggiunge Osimhen. “Ho lavorato troppo per arrivare fin qui. Non potevo accettare di essere trattato come se fossi solo un oggetto. Non sono un burattino”.
La Juventus e le strade possibili
Il destino avrebbe potuto portarlo proprio alla Juventus, l’avversaria di questa sera. “Quando un club di quel livello si muove, è normale ascoltare. Ci sono stati contatti, l’interesse era reale. Ma le situazioni non dipendono solo da una parte” il riferimento è al presidente De Laurentiis, che Osimhen non cita mai. Il nigeriano era consapevole che non lo avrebbe mai lasciato partire con direzione Torino. Oggi però il nigeriano non rinnega nulla, ma guarda avanti: “Penso solo al Galatasaray. Affrontare la Juve in Champions è una motivazione enorme. Sono una squadra abituata a queste partite, ogni errore si paga”.
Il legame con Spalletti
Nel suo racconto c’è spazio anche per Luciano Spalletti, l’allenatore che lo ha guidato nella stagione dello scudetto. “Si è detto tanto, ma tra noi c’è sempre stato rispetto. È un tecnico che ti spinge oltre i tuoi limiti. Con lui sono cresciuto prima come uomo e poi come calciatore”. Parole che smentiscono le ricostruzioni di rotture insanabili e restituiscono l’immagine di un rapporto intenso, fatto di pretese alte e risultati straordinari.
Istanbul e la rinascita
Oggi Osimhen si sente al centro di un nuovo progetto. “Qui ho ritrovato entusiasmo. La città vive di calcio, lo stadio è un inferno per gli avversari. Vogliamo dimostrare che possiamo competere anche in Europa”. La sfida contro la Juventus diventa così un crocevia simbolico: il passato che ritorna, il presente da difendere, il futuro da conquistare. “La mia verità è semplice” continua Osimhen. “Ho sempre dato tutto per le squadre in cui ho giocato. E continuerò a farlo. Le parole contano, ma alla fine parla il campo”.
“Tra i migliori al mondo”
“Non amo fare classifiche, ma so quanto valgo. Lavoro ogni giorno per essere tra i migliori centravanti in circolazione. Se non sono il primo, sono lì vicino. E voglio dimostrarlo in queste notti”.
Notti come quella che lo attende contro la Juventus. Una partita che avrebbe potuto giocare con un’altra maglia e che invece affronterà da avversario, con il giallorosso addosso e un’intera città pronta a spingerlo. Il passato resta alle spalle. Davanti, c’è una supersfida europea che può riscrivere ancora una volta il destino di Victor Osimhen.