Leo Ragno: dietro il fenomeno Leo Boom c’è molto più di una quota 100
Successi, responsabilità e sogni: il volto più umano del tipster che fa sognare e vincere milioni di italiani

Ci sono storie che nascono quasi per gioco, davanti a una tavola di Natale, e finiscono per diventare punti di riferimento per migliaia di persone. Quella di Leo Ragno, per tutti Leo Boom, è una di queste.
Tra i tipster più seguiti in Italia, con 239mila follower su Instagram e una community che ogni domenica sogna insieme a lui. La scorsa settimana ha centrato la decima quota 100, facendo vincere milioni di euro complessivi ai suoi utenti. Ma dietro i numeri, dietro le grafiche social, c’è molto di più. C’è un ragazzo che ha trasformato una passione autentica per il calcio in un lavoro, senza mai perdere misura e lucidità.
Leo è anche il ragazzo che la mattina va al campo, che crede nei progetti del territorio come la Soccer Trani, che studia partite fino a tarda sera e che, soprattutto, non ha mai smesso di parlare di scommesse come divertimento responsabile. Disponibile con chi lo ferma per strada, umile nei successi, lucido nelle sconfitte. Valori che non sempre si incontrano quando la popolarità cresce così in fretta. C’è chi sui social costruisce personaggi. E poi c’è chi costruisce credibilità. E in questa lunga chiacchierata abbiamo provato a raccontare davvero Leo Ragno. A tutto campo. Senza filtri. Dal progetto calcistico che lo vede protagonista, al mondo dei tipster, passando per il fantacalcio, la visione sul calcio italiano e concludendo con la sfera personale.
Insomma, ecco un Leo Ragno come forse non lo avete mai letto.
Capitolo Soccer Trani
Leo state vivendo una stagione straordinaria. Ve l’aspettavate?
Abbiamo programmato tutto in anticipo. A giugno la rosa era già completa. L’obiettivo era vincere, sì, ma una stagione così perfetta — con questo vantaggio e questi numeri — forse non ce l’aspettavamo neppure noi. Ora mancano poche settimane e vogliamo chiudere al meglio, magari centrando anche la finale di Coppa. E perché no, vincerla.
Sei il volto del progetto. Dove può arrivare la Soccer Trani?
Ho sposato il progetto l’anno scorso. Faccio parte del gruppo squadra, ma il mio ruolo principale è in società. Con il seguito che ho, cerco di raccontare e far conoscere sempre di più il progetto. L’obiettivo è arrivare in Serie D entro il centenario del Trani. In Eccellenza non sarà semplice, servirà programmazione e pazienza. Ma il progetto cresce, si stanno avvicinando tante persone. C’è entusiasmo vero.
Che effetto fa essere imbattuti e in testa al campionato?
Fin qui abbiamo raggiunto record importanti. Per un periodo siamo stati l’unica squadra in Italia ad aver sempre vinto, e questo ha portato visibilità nazionale. Ma la cosa più bella è l’entusiasmo: vedere famiglie e ragazzi riavvicinarsi al calcio ci rende orgogliosi.
Capitolo Leo Boom
Dove nasce il fenomeno Leo Boom?
La pagina nasce a gennaio 2019. A Natale 2018, parlando con la mia famiglia del fenomeno tipster che stava crescendo in Italia, mi hanno spinto a condividere la mia passione per il calcio. Non avrei mai immaginato di arrivare fin qui. Ho sempre amato studiare e raccontare le partite. Quello che non vedevo era un modo sano di raccontare il betting: per me le scommesse devono essere divertimento, non ossessione. Quando mi scrivono che trasmetto umiltà e responsabilità, è la soddisfazione più grande.
La scorsa settimana hai centrato la decima quota 100. Cosa si prova far vincere un’intera community?
Sapere che grazie a una mia idea in Italia sono stati vinti oltre 3 milioni di euro è incredibile. E non è la prima volta: è la decima. La cosa più bella è quando qualcuno mi ferma e mi dice: “Ho prenotato un viaggio”, “Ho comprato la cameretta per mio figlio”. La quota 100 è un appuntamento fisso della domenica: difficile, certo, ma pensata per essere giocata anche con importi bassi, per sognare insieme.
Hai creato una scuderia incredibile scoprendo altri Tipster. La vostra è una vera famiglia?
Sì. Oltre a Leo Boom, gestiamo pagine come Yellow Bet e Player Lab. Abbiamo un’agenzia di comunicazione che cura la crescita social del mio personaggio e non solo. Negli anni ho dato la possibilità anche ad altri tipster, che valutavo validi ma che magari non riuscivano a crescere, di avere la giusta visibilità per emergere. Oggi amici come il Fraschi, Siamo dentro, Wizard duo, i Miners sono sempre più affermati. E quando vincono loro, sono felice. Tra noi non c’è nessuna rivalità.
La giocata che racconta davvero chi sei?
Ne ricordo una in Serie D nel 2022: quota 100 centrata in un turno infrasettimanale. Amo quel campionato, avendo giocato anche contro alcune squadre. È stato bello far conoscere quella realtà e far vincere tante persone con un torneo che molti nemmeno seguivano.
Più intuizione o statistica?
C’è studio, sempre. Guardo tantissime partite, analizzo comportamenti, valutiamo ogni dettaglio di ogni singolo giocatore. Ma alla fine credo che conti più l’intuizione. Le statistiche aiutano, ma l’occhio e la lettura del momento fanno la differenza.
Come vivi la popolarità?
All’inizio non mi mostravo. Poi ho partecipato a una trasmissione su Sportitalia e ho vinto per due anni il “TipStop”. Da lì ho iniziato a metterci la faccia. Oggi cerco di restare lo stesso di sempre. Sui social non è facile: quando vinci sei un eroe, quando perdi arrivano critiche. All’inizio ci stavo male, oggi ho imparato a dare il giusto peso.
Senti una responsabilità verso chi ti segue?
Sì. Ed è una responsabilità che mi piace. Essere seguiti da migliaia di persone significa anche educare al gioco responsabile.
Capitolo Fantacalcio
Anche quest’anno al Fanta dei Tipster, con il Fraschi siete primi. Cosa c’è dietro?
Le ultime due edizioni le abbiamo vinte, ma la classifica ora è corta (ride ndr). Il fantacalcio è passione vera. Lo studio conta, anche se una parte di fortuna esiste. Credo molto nelle squadre equilibrate: cerchiamo sempre di non puntare tutto su due top player ma distribuire qualità. E per me il modificatore di difesa è fondamentale: quei punti in più, alla lunga, fanno la differenza. Altro aspetto decisivo è conoscere gli avversari in sede d’asta. C’è chi è tifoso e compra solo giocatori della propria squadra, chi spende tutto in attacco. Leggere queste dinamiche è strategia pura per per allestire una buona rosa. Non a caso, ciò che mi rende felice non è tanto che sono tre anni che vinciamo ma che su sette di fantatipster abbiamo ottenuto sempre il miglior Magic punteggio. Questo riconosce che la squadra allestita è sempre di valore.
Baturina è il tuo pupillo, ma c’è un giocatore in particolare che ti senti di consigliare per questo finale di stagione?
Sì, Baturina è un mio pupillo dai tempi della Dinamo Zagabria e sta crescendo molto. Dire Malen mi sembra troppo scontato considerando l’impatto devastante che ha avuto. Mi piace Palestra. E attenzione alla Fiorentina: la vedo in salute, può regalare sorprese. Quindi Kean certo ma secondo me arriverà qualche gol anche da Brescianini a centrocampo.
Capitolo calcio italiano
Le recenti delusioni europee in Champions dimostrano che il calcio italiano ha forse un problema. Come potrebbe rialzarsi?
Il livello si è abbassato. Oltre ai soliti problemi come la mancanza di strutture moderne e il coraggio nel lanciare giovani credo che quello che manca di più è la competitività del nostro campionato. Una volta la Serie A era tra le migliori in Europa, oggi non è più così. E questo incide anche sulla crescita dei nostri giocatori.
A proposito di Champions: chi passerà tra le italiane i playoff?
Prima dell’andata pensavo Juve e Inter. Ora è più complicato, certo il 5-2 della Juve si potrebbe anche ribaltare ma il Galatasaray è un’ottima squadra. Contro gente come Osimhen, Icardi, Sanè non sarà semplice farlo. L’Inter invece ha fatto anche turnover in Norvegia e credo che riuscirà a superare il turno. Il Bodo, fuori casa, è tutta un altra squadra.
Chi vincerà lo Scudetto?
L’Inter, considerando anche il vantaggio di dieci punti.
Il giocatore che ti ha sorpreso di più?
Dimarco. Per me sarà l’MVP del campionato. È cresciuto tantissimo fisicamente e mentalmente. Lo scorso anno non lo sopportavo, non aveva una condizione fisica accettabile. Anche in finale di Champions è stato forse il peggiore. Oggi, anche grazie alla cura Chivu, è diventato un fattore. E poi mi ha colpito anche Yildiz, destinato a un top club europeo nel giro di due tre anni. E tra le sorprese, rinomino Palestra.
L’Italia andrà ai Mondiali?
Sì, lo spero. E voglio crederci.
Un po’ di Leo
Chi era Leo Ragno prima di Leo Boom?
Studiavo economia, ero appassionato di statistica e per anni ho giocato a poker, arrivando tra i primi dieci in Italia. Mi ha dato tante soddisfazioni.
Passioni fuori dal calcio?
Amo One Piece, la WWE e il freestyle.
Una partita giocata in campo e una vista allo stadio indimenticabili?
In campo: playoff di Eccellenza 2010, Trani-Molfetta. Assist al 95’ per il gol decisivo. Avevo 19 anni, un’emozione che la gente ancora mi ricorda. Allo stadio: Inter-Barcellona dello scorso anno. Atmosfera irreale, partita storica.
Se non fossi diventato tipster?
Mi sarebbe piaciuto aprire una scuola calcio e lavorare con i bambini. E chissà, magari succederà davvero.
E allora, in un panorama dove spesso si ‘urla’ per farsi notare, Leo ha scelto di costruire: progetti, community, credibilità. Forse è questo il suo vero segreto. Non la quota 100. Ma il modo in cui ci arriva. E mentre sogna una Serie D con il Trani e una nuova domenica da quota 100, Leo continua a fare quello che ha sempre fatto: guardare partite, leggere dettagli, credere nelle idee. Con i piedi nel campo. E lo sguardo lungo.

