
Marotta e Scaroni sul nuovo San Siro: “La speranza è averlo nel 2030”
L’intervista rilasciata a Dazn sul nuovo stadio dai presidenti di Inter e Milan.
PERCHÉ STESSO STADIO PER INTER E MILAN?
Il presidente Beppe Marotta ha parlato della scelta di un impianto unico:
“Perché è una matrice unica, la storia lo dice: a San Siro hanno giocato per decenni sia Milan che Inter. Milano è Milan e Inter, è logico continuare questo percorso perché entrambi hanno idee futuristiche. Oggi gli standard richiesti non sono più rispettabili: è normale che dobbiamo costruire uno stadio che rappresenti gli standard di modernità, in termini di sicurezza, affluenza, ospitalità”.
Scaroni ha aggiunto:
“Meglio stadio in due o differenti? Ci abbiamo messo 7 anni per fare uno stadio, si immagini quanto tempo ci avremmo messo per farne due a Milano. Da questo punto di vista essere insieme è stata una soluzione. Poi abbiamo il grande vantaggio, Milan e Inter, che sono due club che hanno le stesse esigenze e questo ci ha semplificato la vita”.
NUOVO STADIO: QUANTI POSTI
Il numero uno del Milan, Paolo Scaroni, ha dichiarato:
“Saremo in condizioni di fare di questo stadio un punto di ritrovo per tutta la settimana. Architettonicamente sarà fatto dai migliori architetti del mondo. Avrà 71 mila e 500 posti e quindi conserveremo la capienza che ha oggi San Siro. Daremo un’opportunità ai nostri tifosi di passare più tempo allo stadio. Faremo in meglio quello che gli stadi inglesi, francesi e tedeschi che già oggi offrono”.
ESIGENZA STADIO
“Lo stadio deve essere inteso come una struttura che va vissuta 24 ore su 24 in tutta la settimana: San Siro non risponde più a questi requisiti, l’età avanza. In Italia la media degli stadi si aggira intorno ai 60 anni: sono tutte strutture che rappresentano problematiche. Da qui l’esigenza di un nuovo stadio, nel rispetto delle emozioni e dei valori che San Siro ha regalato: è un’icona e deve essere considerata come tale. Fonte di suggerimento anche per gli altri? I numeri contano: negli ultimi 20 anni in Europa sono stati costruiti 250 nuovi stadi e di questi solo 5 in Italia”.
“PROBLEMA BUROCRAZIA”
Il presidente dell’Inter ha aggiunto:
“Noi siamo fanalino di coda di questa caratteristica, le strutture sono un aspetto negativo del nostro patrimonio sportivo: ma non è certo colpa di questo governo, ma della politica, che forse ha dato poco risalto e poco spazio ad un patrimonio come gli stadi. È normale che il percorso che una società deve intraprendere è molto difficile: bisognerebbe trovare una via molto più luida. Non è una questione di soldi, i capitali si possono trovare come nel nostro caso: il problema è la burocrazia che è molto ingessata e spesso diventa lo strumento che allontana potenziali investitori”.
TEMPISTICHE E PRIMA PARTITA
Marotta ha chiosato:
“Milano casa dell’Europeo 2032? La speranza è di avere uno stadio nuovo nel corso del 2030, quindi in leggero anticipo. Immaginare che Milano non faccia parte degli stadi in cui si disputeranno le partite del campionato europeo sia qualcosa di inimmaginabile. Milano deve essere presente, gli investimenti di Oaktree e RedBird sono in sintonia con questo: le nostre propeità hanno fatto tantissimo per arrivare qui e vogliono uno stadio per quella data. Immaginare che non ci sia significherebbe aver avuto problemi burocratici, non certo di volontà delle proprietà: io auspico che questo percorso, grazie anche a Comune, Regione e Governo, laddove c’è la sensibilità di un ministro che ha nominato un commissario ad hoc, possa garantire un iter veloce. La difficoltà nasce dalla lentezza dell’iter, che con il commissario deve essere annullata.
Sulla data di inizio lavori:
“Siamo ancora in una fase iniziale in cui ci devono essere autorizzazioni del Comune e della Regione: passeremo poi alla fase della creazione del progetto che sarà fatto da Foster e Manica. Sono due icone dell’architettura sportiva e non solo. L’obiettivo è quello di arrivare nel 2030 a poter disputare la prima partita”.