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Chivu parla prima di Milan-Inter: “Dobbiamo confermare la crescita”

Chivu parla prima di Milan-Inter: “Dobbiamo confermare la crescita”

Chivu: “E’ un derby, sappiamo tutti quello che rappresenta con due squadre forti nella stessa città. Dobbiamo confermare la crescita. Due risultati su tre per l’Inter? Non possiamo cambiare la nostra identità, che abbiamo dall’inizio. Dobbiamo capire i momenti e l’avversario, senza perdere quanto di buono fatto finora.

Il gruppo sta abbastanza bene. Oggi abbiamo avuto qualche problema con Thuram, che ha la febbre. Speriamo di averlo al 100%, oggi non si è allenato. Calhanoglu dà segni di miglioramento, l’ora di Como gli è servita. Domani è a disposizione.

Abbiamo fatto la preparazione mentale su tutte le partite, a prescindere dall’avversario. Non sottovalutiamo e non sopravvalutiamo nessuno, non vogliamo perdere di vista la realtà di una partita. L’identità e le ambizioni che abbiamo costruito meritatamente ci permettono di essere sereni.

Il Milan ha perso solo due partite, ha alcuni giocatori che sono dei giocatori top.

Mi aspetto convinzione e serenità, senza guardare alle statistiche degli ultimi 2 anni. Conta la nostra crescita, mi prendo gli ultimi 3 mesi come esempio. Abbiamo fatto cose importanti, abbiamo saputo reagire a qualche delusione e mi riferisco al Bodo. Dal punto di vista mentale, ci siamo costruiti una convinzione che ci fa affrontare tutte le partite alla stessa maniera.

Il Milan soffre il blocco basso, l’Inter cambierà approccio? Quello che conta sono sempre i momenti, devi capire come gestirli. All’andata, a volte il Milan ci ha costretti a difendere basso. Bisogna vedere anche cosa fa l’avversario, contano i momenti della partita. Non dobbiamo permettere loro di sfruttare le loro caratteristiche. Questo non significa avere un atteggiamento passivo, speculare non fa per noi, non è quello che abbiamo costruito. Ma capire i momenti della partita, in quello siamo migliorati.

Grossa responsabilità per Pio Esposito? Esposito ha la fortuna di avere compagni che lo aiutano, gli trasmettono serenità. Poi è la sua bravura che gli fa capire dove si trova, sta facendo una stagione veramente impressionante per un giovane che giocava in Serie B. Fare l’attaccante dell’Inter comporta una pressione diversa, gestire le voci fuori come sta facendo gli fa onore. Sta facendo una stagione importante, i numeri sono dalla sua parte.

Dalle sconfitte bisogna sempre imparare e migliorare con umiltà. In campionato, si era vista una netta crescita già prima del derby. Mantenere un atteggiamento positivo e di concentrazione durante i 100 minuti. E non a caso abbiamo legato una striscia importante di partite fatte bene.

Non è il derby lo switch, lo switch è arrivato dopo il Napoli. La crescita era già evidente, il derby lo abbiamo perso per un episodio andato a sfavore.

Abbiamo solo da imparare da Max Allegri, lo conosco anche persona. Ci siamo sentiti, ultimamente un po’ meno, ci sentivamo a Parma, è venuto anche al campo. Sono l’ultimo a poter parlare di un vincente come Allegri, possiamo solo imparare da lui. Quando vinci, vuol dire che hai tanto da trasmettere agli altri, mi piace parlare con chi sa di calcio.

I due trequartisti? Si può fare, l’abbiamo fatto a gara in corso. A Como era un’esigenza dovuta alle assenze. Era dovuta a preparare al meglio cosa voleva fare il Como, non mi aspettavo tutti i centrocampisti che ha messo, volevamo densità al mezzo al campo. Si può fare anche in futuro ma per prepararlo serve tempo.

Bonny sta bene, Thuram ha la febbre. Lautaro sta migliorando, è presente tutti i giorni. Sta cercando di recuperare prima possibile, sta cercando di dare una mano alla squadra, a noi come staff. Era a pranzo con noi anche oggi. Mi fa piacere, si vede la leadership di un capitano.

Dumfries? Sta meglio, ha fatto dei minuti contro Bodo e Como. Si vede che è fermo da 3 mesi, gli manca ritmo. Sta migliorando ogni giorno, sta cercando di recuperare la condizione, si allena bene, deve ritrovare il ritmo partita e le dinamiche del gioco. Ha bisogno di giocare, ha bisogno di minuti. Sono contento di averlo a disposizione perché uno come Denzel serve.

Meglio o peggio avere giocatori tifosi dell’Inter? Sono professionisti a prescindere dal tifo. Quello che conta è la professionalità, è il rispetto per il gruppo, per i compagni, per la società, per i tifosi che abbiamo in giro per il mondo.

Come vive Bastoni i fischi? Sono cose che non possiamo controllare, né lui né noi. Durerà un po’? Credo di sì. Ci dispiace, il calcio è un gioco. E’ una persona matura e forte, sa quanto contano su di lui i compagni. Abbiamo bisogno di lui, gli dà forza il nostro rispetto e i nostri abbracci. Le sue prestazioni sono state ottime nonostante i fischi. Nonostante le difficoltà emotive che un giocatore può vivere anche senza tanta colpevolezza, siamo contenti che si esprima a livelli così alti e gli fa onore”.