
Baggio shock: “Lippi mi chiese di fare la spia nello spogliatoio dell’Inter”
Nel suo libro autobiografico, Roberto Baggio racconta l’invidia subita per via delle sue prestazioni in campo riportando questa dichiarazione: “L’amore popolare mi ha dato tanto nella vita e mi commuove ogni volta per la sua potenza, ho sempre fatto il massimo per ricambiarlo: questo attraeva inevitabilmente molta invidia che acceca, corrompe, corrode il cuore di chi non sa fare i conti con il proprio ego; Marcello Lippi volle incontrarmi a marzo e mi chiese di fargli i nomi di chi nello spogliatoio avrebbe potuto remare contro di lui, risposi a modo mio: ‘Mister, io mi alleno al massimo, lei valuterà se merito di giocare o no, ma non mi chieda altro'”.
Sulla successiva e pesantissima rottura con l’allenatore, ha poi aggiunto quest’altra dichiarazione: “Indispettito, lui cercò fin dall’estate di provocarmi per istigare una mia reazione, un giorno mi urlò con toni arroganti e aggressivi: ‘Fenomeno, dillo ai compagni che cosa non ti sta bene’, io risposi con la massima tranquillità: ‘Mister, dica lei ai compagni cosa mi ha chiesto di fare'”.
A chiudere la triste vicenda arrivò un assurdo processo pubblico davanti a tutta la squadra prima dell’epilogo, ricordato con quest’ultima dichiarazione: “Quando feci una battuta a un giornalista dicendo che l’Inter era come una Ferrari pilotata da un vigile urbano, alla ripresa degli allenamenti fui messo a centrocampo per un pubblico processo davanti ai compagni, poi lui fu praticamente costretto a schierarmi nello spareggio contro il Parma a Verona per la qualificazione in Champions League, furono mie le due reti decisive, io giocavo per la mia squadra, per onorare la maglia e i tifosi, facevo solo il mio dovere con la passione di sempre: giocare a calcio e far divertire gli spettatori”.

