MONDIALI

Mondiali 2026: le nazionali favorite

Favorite Mondiali 2026. Spagna e Francia guidano i pronostici, insidiate da Argentina e Brasile. Outsider Germania

Favorite Mondiali 2026: l’Europa c’è.

A poche ore dal fischio d’inizio dei Mondiali 2026, l’attesa per il primo storico torneo a 48 squadre è ormai alle stelle. Si tratta di un’edizione rivoluzionaria, non solo per il numero inedito di partecipanti, ma anche per una formula che prevede ben cinque settimane di gare e un turno a eliminazione diretta in più rispetto al passato, ovvero i sedicesimi di finale.

Tra sfide logistiche inedite e temperature estreme, fare un pronostico accurato è un vero e proprio rebus. Tuttavia, i bookmakers e gli esperti internazionali hanno già tracciato la griglia di partenza, delineando le selezioni favorite per la vittoria finale della Coppa del Mondo.

Favorite Mondiali 2026: Spagna e Francia in pole position

L’Europa si presenta ai blocchi di partenza con le due corazzate più complete e futuribili del pianeta. I flussi di scommesse indicano un testa a testa serratissimo tra la Roja e i Bleus per il primato dei pronostici.

La Spagna di Luis de la Fuente, campione d’Europa in carica, punta a un traguardo storico: diventare la quarta nazionale della storia a detenere contemporaneamente il titolo continentale e quello mondiale. Nonostante l’incognita legata alle condizioni fisiche del gioiello Lamine Yamal, al rientro dopo due mesi di stop, il potenziale offensivo e di centrocampo fa paura. Con innesti del calibro di Nico Williams, Dani Olmo, Pedri e Fabian Ruiz, gli iberici esprimono attualmente il calcio più fluido e organizzato del torneo.

Subito accanto si posiziona la Francia di Didier Deschamps, che vanta una spaventosa continuità storica nelle grandi competizioni, avendo raggiunto la finale in quattro occasioni su sette dal 1998 a oggi. Spinta dalla classe pura e dalla velocità di Kylian Mbappé, la selezione transalpina si presenta con un reparto d’attacco stellare arricchito da Olise, Dembélé e Marcus Thuram, supportati da una colonna vertebrale ricca di conoscenza del calcio italiano grazie a elementi come Maignan e Theo Hernandez.

Il sogno dell’Argentina e la rivoluzione del Brasile firmata Ancelotti

Il Sudamerica risponde colpo su colpo alle big del vecchio continente. Storicamente, sette delle otto edizioni dei Mondiali disputate nelle Americhe sono state vinte da nazionali della CONMEBOL, un dato statistico di enorme peso che spinge gli analisti a non sottovalutare le potenze d’oltreoceano.

L’Argentina si presenta da campione in carica e cerca il mitico “back-to-back”, un’impresa riuscita in passato soltanto a Italia e Brasile. Il commissario tecnico Lionel Scaloni ha mantenuto intatta l’ossatura del 2022 inserendo forze fresche come Nico Paz e Valentin Barco. Con un blocco solido e dinamico a centrocampo composto da Mac Allister ed Enzo Fernandez, e terminali offensivi devastanti come Lautaro Martinez e Julian Alvarez, la Selección ruota ancora attorno al carisma infinito del suo capitano e leader spirituale, Lionel Messi.

Sull’altra sponda del continente, il Brasile insegue un titolo che manca dal 2002 e vuole consolidare il record di cinque stelle sul petto. Questa edizione segna il debutto ufficiale sulla panchina della Seleção di Carlo Ancelotti. Il tecnico italiano punta forte sulla fantasia e sulla rapidità di Vinicius Jr e Raphinha, oltre al carisma del rientrante Neymar. Accanto ai veterani Casemiro e Marquinhos, la rosa presenta una forte impronta tattica in difesa grazie a Bremer e all’esplosività di talenti emergenti che militano nei principali club di Premier League.

Inghilterra e Portogallo: le grandi insidie del torneo

Subito dietro le quattro principali favorite, si posizionano due selezioni dal potenziale immenso, sebbene accompagnate da forti pressioni mediatiche e storiche nei rispettivi paesi.

A sessant’anni esatti dall’unico trionfo mondiale del 1966, la nazionale inglese dei Tre Leoni si affida alla guida strategica di Thomas Tuchel. Le convocazioni del tecnico tedesco hanno fatto discutere in patria per via di alcune esclusioni eccellenti, ma la rosa guidata in campo da Harry Kane, Jude Bellingham e Bukayo Saka possiede tutta l’esperienza internazionale necessaria per competere fino in fondo.

Il Portogallo rappresenta forse la squadra più profonda del torneo per qualità complessiva della rosa in ogni reparto. Sotto la gestione di Roberto Martinez, i lusitani possono schierare un centrocampo di livello assoluto con Vitinha, Bruno Fernandes e Joao Neves, oltre ad ali imprevedibili come Rafael Leão. Su tutti, svetta l’intramontabile leggenda di Cristiano Ronaldo, pronto a guidare i suoi compagni in quella che potrebbe essere l’ultima passerella mondiale della sua straordinaria carriera.

Germania e Olanda partono a fari spenti

Se la Germania di Julian Nagelsmann si presenta in una veste meno appariscente rispetto alle passate edizioni, guai a sottovalutare l’orgoglio e la tradizione tedesca, specialmente potendo contare sul talento generazionale di Florian Wirtz e Jamal Musiala a inventare sulla trequarti.

Un discorso simile si applica all’Olanda di Ronald Koeman. Gli Orange non godono dei favori assoluti del pronostico della vigilia, ma la solidità difensiva garantita dal capitano Virgil van Dijk e l’imprevedibilità del reparto offensivo li rendono a tutti gli effetti la classica mina vagante del tabellone.