Pavoletti annuncia il ritiro: “Ho deciso di dire addio al calcio”. Ora il futuro da direttore sportivo
Svincolato da luglio, l'attaccante saluta il calcio giocato. Nella sua carriera i record dei gol di testa, la rete promozione contro il Bari e il suo nome per sempre legato alla storia del Cagliari

L’attaccante livornese ha comunicato la sua decisione con una lettera ai tifosi sul sito di Gianluca Di Marzio e sulle proprie pagine social, ripercorrendo le tappe più significative della sua carriera.
“Ho deciso di dire addio al calcio, anche se una piccola porta la lascio ancora aperta, chissà non si sa mai. Al momento sto bene così.” Pavoletti si dirige adesso verso una nuova avventura professionale con il futuro da direttore sportivo, il percorso formativo a Coverciano sarà il primo passo verso questa prossima sfida.
Cresciuto calcisticamente nelle giovanili dell’Armando Picchi a Livorno, è partito dalla Serie D prima di raggiungere il più alto palcoscenico del nostro campionato. Fra le esperienze con Viareggio, Pavia, Juve Stabia e Casale, la svolta è arrivata alla Virtus Lanciano nella stagione 2011-2012 quando a 24 anni ottenne il titolo di capocannoniere della Lega Pro con 16 gol in 33 partite e contribuendo alla promozione in Serie B degli abruzzesi. Da quell’exploit ci fu il passaggio al Sassuolo, una parentesi a Varese condita da 24 gol in 38 presenze in Serie B, per poi tornare dai neroverdi ed esordire nel massimo campionato.
L’esperienza con il Genoa di Gasperini fu la prima vera rampa di lancio per l’attaccante, segnando 16 gol in Serie A nella stagione 2015-2016, e guadagnando l’affetto dei tifosi del Grifone. “Tutto Marassi urlava il mio nome, uno stadio che canta per te. Ero diventato Pavoloso.”
In Sardegna il capitolo più importante della carriera di Pavoletti. Nove anni con il Cagliari, anni di alti e bassi, con gol, infortuni, promozioni e retrocessioni ma che hanno legato “il Pavo” per sempre al popolo rossoblù. “Cagliari è casa”, scrive il centravanti, in un percorso non privo di difficoltà ma che gli ha permesso di realizzare al meglio la sua carriera. Due rotture del crociato e una retrocessione, ma il record dei gol di testa nei top campionati europei nel biennio 2017-2019, sua grande caratteristica e specialità. La forza e la resilienza nel mettersi a disposizione e nel tornare a lottare nonostante i gravi infortuni, e infine il momento più decisivo e importante della sua carriera.
11 giugno 2023, Bari-Cagliari finale di ritorno dei playoff di Serie B. Il Cagliari di Claudio Ranieri deve vincere al San Nicola per tornare in Serie A. Pavoletti parte dalla panchina ed entra soltanto all’89’ con il risultato sullo 0-0. Pochi istanti dopo è proprio lui a piombarsi sul cross dalla destra anticipando i difensori avversari segnando una rete che vale promozione. “Tutto riassunto i cinque minuti” afferma il giocatore. Cinque minuti che racchiudono sacrifici, delusioni e soddisfazioni.
Prima degli infortuni una chiamata in Nazionale di Mancini e 1 gol in azzurro che sembrava potesse aprire le porte all’attaccante a un posto nello scacchiere offensivo dell’Italia. Adesso a Coverciano, nella sede della FIGC, Pavoletti si prepara a una nuova fase della sua carriera con l’ammissione al corso per direttori sportivi organizzato dal Settore Tecnico Federale.
Il colpo di testa rimane uno dei tratti distintivi della sua carriera, insieme ai gol pesanti e alla capacità di incidere nei momenti decisivi. Le sue incornate rimarranno impresse nei tifosi che lo hanno sostenuto, ma adesso “il Pavo” è pronto a cambiare pagina.

