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Serie B – A tu per tu con Monno (Bari):”Stagione Horror, serve una rivoluzione o sarà Serie C”

Mancanza di investimenti, una difesa fragile e il nodo della multiproprietà. Ai nostri microfoni l’analisi cruda e sincera di Giosè Monno, giornalista di TuttoBari.com, sulla situazione attuale del Bari.

Con che aggettivo descriveresti la stagione del Bari fino ad oggi?

Horror. Questo è il termine più appropriato. Una squadra nata con grandi aspettative da parte della piazza che si sta rivelando non all’altezza della Serie B. Un collettivo senza carattere e senza idee, che ha bisogno con urgenza di essere ritoccato. Contro l’Avellino si è visto qualche piccolo segnale di vita, soprattutto se paragonato alla figuraccia contro il Catanzaro, ma siamo ancora lontani dall’obiettivo salvezza. Perché se questo Bari vorrà mantenere la categoria dovrà compiere un vero e proprio miracolo nel girone di ritorno.

Chi ti ha sorpreso e chi ti ha deluso maggiormente tra i giocatori?

Mi ha sorpreso in positivo Cerofolini: se il Bari ha qualche punto in più in classifica lo deve sicuramente a lui. Mi ha deluso, senza dubbio, Partipilo. Per un giocatore barese, che sognava di rivestire la maglia biancorossa, mi sarei aspettato decisamente qualcosa in più. Si è presentato ai nastri di partenza con qualche chilo di troppo e non solo non è riuscito a incidere, ma ha finito per essere uno degli acquisti più negativi della stagione.

Il Bari si trova in una zona di classifica pericolosa, lontano dagli obiettivi di inizio stagione. Qual è, secondo te, il vero problema?

La multiproprietà è il problema principale. Parlo di mancanza di investimenti e di un obiettivo “playoff” che in realtà non esiste. Si parte ogni anno con questo traguardo dichiarato, quando tutti sappiamo che i playoff sono solo un mezzo per arrivare in Serie A e non possono essere considerati un vero obiettivo. Poi ci sono i direttori sportivi Magalini e Di Cesare, che hanno letteralmente toppato il mercato. Sulla carta si parla di una buona squadra, ma non si considerano le ultime stagioni dei nuovi acquisti e, di conseguenza, il loro reale rendimento. Faccio due nomi: Nicolau e Castrovilli, arrivato a Bari dopo una serie di gravi infortuni, senza dimenticare Gytkjær, che ormai sembra un ex calciatore. Ma l’elenco potrebbe continuare per altri sette otto calciatori. Il centrocampo non filtra, non contrasta e non inventa, con il povero Braunöder costretto a correre a vuoto lì in mezzo. Ma il vero disastro totale è la difesa: un reparto fragile, disorganizzato, che trasmette insicurezza e concede troppo, troppo facilmente. È lì che il Bari affonda, partita dopo partita.

Dopo il cambio in panchina e l’arrivo di mister Vivarini, la squadra ha mostrato sprazzi di gioco ma i risultati faticano ad arrivare con continuità. Cosa manca ancora per vedere la vera identità del Bari?

Anche sulla scelta di Vivarini ho qualche dubbio, al momento, e spero sinceramente che i fatti mi smentiscano. Premetto che parliamo di una bravissima persona, ma a mio giudizio non è il profilo adatto per tirare fuori il Bari da questa classifica. Viene da due esperienze negative a Frosinone e Pescara e non credo abbia il carattere giusto da trasmettere a questa squadra. Per vedere una nuova mentalità servirà una mezza rivoluzione nel mercato di gennaio, anche se conosciamo bene le difficoltà di questa finestra e le incognite di chi arriva a campionato in corso. Nella conferenza pre-gara ha dichiatato di essere preoccupato per l’arrivo, al momento, del solo Cistana. Se lui è preoccupato, figuriamoci noi. Il tecnico abruzzese si è esposto tantissimo, indicando chi siano i responsabili di questa situazione. Nel mondo del calcio è cosa rara.

Il rapporto tra la tifoseria e la proprietà De Laurentiis resta molto teso. Quali sono i motivi principali e quanto influisce questo clima sulle prestazioni della squadra?

Qui si apre un capitolo a parte. La tifoseria è ormai in rotta con la proprietà perché è palese il modus operandi dei De Laurentiis a Bari. Esistono due pianeti: Napoli, dove è tutto bello, vincente e si può sognare, e Bari, che sembra Cenerentola, una piazza trattata come una squadra amatoriale. Senza obiettivi reali, senza passione e soprattutto senza la possibilità di sognare. Il risultato è che migliaia di tifosi si sono allontanati dal San Nicola e faranno ritorno solo in caso di cessione della società. L’aspetto più amaro è che Bari sta perdendo intere nuove generazioni che si erano avvicinate alla squadra della loro città: oggi, se chiedi a un ragazzo chi gioca nel Bari, probabilmente non saprà rispondere. Questo clima influisce sulla squadra, ma attenzione: non è un alibi. È piuttosto la dimostrazione che questa squadra non ha il carattere per riportare la gente allo stadio.

Gennaio significa mercato. Come pensi si muoverà il Bari? Chi potrebbe partire e quali profili servirebbero per rinforzare la rosa?

In parte ho già risposto. Serve una rivoluzione, a partire dalla difesa. Al momento si muove pochissimo, ripartire dopo la sosta con gli stessi uomini dopo le feste lascia davvero esterefatti. Serviva muoversi subito come hanno fatto Sampdoria e Spezia, pare che i due direttori abbiano poche idee ed anche confuse. Affidare il mercato di gennaio a Magalini è un azzardo, un rischio davvero pericoloso.

La partita contro la Carrarese, al ritorno dalla sosta, è un vero e proprio scontro salvezza. Che gara ti aspetti allo Stadio dei Marmi e quale potrebbe essere la chiave tattica?

Mi aspetto un Bari che prenda finalmente atto della situazione e provi a vincere la partita. Però, dopo quanto visto contro Südtirol e Pescara (con oltre un’ora di superiorità numerica senza riuscire a portare a casa i tre punti) è normale avere poche certezze. Se non ci saranno cambiamenti sostanziali nella rosa, faccio fatica ad avere grandi aspettative. La gara contro la Carrarese sarà molto pericolosa per la squadra di Vivarini: I gialloblù sono una squadra aggressiva e distano solo tre punti. Una sconfitta potrebbe complicare seriamente la situazione e, a quel punto, anche la posizione del tecnico potrebbe finire in discussione.

Guardando avanti, che finale di stagione ti aspetti per il Bari?

Se non si rinforzerà adeguatamente, credo che questa squadra retrocederà in Serie C. Io spero di sbagliarmi e di essere smentito su tutta la linea. Ora vedremo di che pasta sono fatti i De Laurentiis: lo capiremo dagli interventi e dagli investimenti sul mercato. Se faranno poco o nulla (e le premesse ci sono tutte), come nelle ultime stagioni, significherà che a loro va bene così.