Stadio e fair play finanziario: le grane del Como per le coppe europee

Stadio e fair play finanziario: le grane del Como per le coppe europee
«Al momento siamo sotto di circa 75 milioni rispetto al tetto Uefa. Ma i ricavi crescono» così il presidente del Como Suwarso alla domanda sul fair play finanziario in vista della prossima stagione (si spera) dei lariani in Europa.
E sullo stadio?
La società dovrà però intervenire subito sul fronte stadio per adeguare il Sinigaglia ai parametri richiesti dall’Uefa e ottenere il via libera per ospitare le gare internazionali.
Lo scorso anno, per la licenza Uefa 2025/26, il Como aveva indicato Udine come stadio alternativo in caso di impossibilità a giocare in riva al lago. Questa volta il club vorrebbe individuare una soluzione più vicina, tipo il Mapei di Reggio Emilia.
E non solo. Il problema vero sono le infrastrutture. Tutti i settori devono poggiare su una fondazione portante e non su strutture provvisorie come tubolari o impalcature, oggi presenti nella curva Como. Mancano poi i posti riservati ai Vip – 100 in tribuna e 150 parcheggi dedicati – requisiti che l’impianto attuale non è in grado di garantire.
E poi ci sono le dimensioni del campo, troppo stretti i 66 metri del Sinigaglia contro un minimo di 68 richiesti dalla Uefa.
Se il Como sarà promosso in Europa sarà una corsa contro il tempo…