Nazionali

Nazionale: parte il dopo Gattuso

Parte il dopo Gattuso: si sceglierà un big in grado di selezionare i calciatori. Due i nomi preferiti in attesa di direttive federali.

Che sia esonero o che siano dimissioni pare certo che la partita contro la Bosnia sia stato l’ultima da ct della Nazionale di Rino Gattuso.

La panchina cambia sempre proprietario

Dal 2017 ad oggi sono quattro i ct che si sono succeduti sulla panchina azzurra: Gian Piero Ventura, Roberto Mancini, Luciano Spalletti e Gennaro Gattuso.

Una panchina sempre traballante, che non ha dato mai sicurezza a nessuno e che, a parte l’exploit di Euro2020, non ha visto certo momenti indimenticabili.

Partono gli sherpa per il dopo Gattuso

Certo è assolutamente prematuro parlarne, visto che dovrà ancora giocarsi la partita per i vertici della FIGC.

Ma gli sherpa, coloro i quali vanno in esplorazione ed iniziano a tessere le tele, hanno già allacciato contatti per due nomi che metterebbero chiunque d’accordo: Massimiliano Allegri ed Antonio Conte.

Entrambi non hanno mai nascosto che la Nazionale potrebbe essere un coronamento di carriera, con il salentino che il ruolo da ct lo ha già avuto in Euro2016, uscendo ai rigori contro la Germania.

Allegri viene considerato un “selezionatore”, uno che deve andare a caccia del talento piuttosto che fare l’allenatore, un perfezionista che gradisce anche andare a perfezionare i giovani.

Conte, invece, incarna l’immagine del maniacale professionista che non lascia niente al caso. Un gran lavoratore in grado di tirare su un gruppo e di massimizzarne le qualità.

Entrambi sono sotto contratto con dei club ed il doppio ruolo non è possibile.

Ma entrambi qualche dissapore lo hanno espresso e non è detto che continuino il loro futuro rispettivamente con Milan e Napoli.

Venti orientali

Qualche messaggio è arrivato agli sherpa anche dall’Oriente.

Con Roberto Mancini nostalgico della panchina azzurra che non ha mai nascosto il suo pentimento “Non lo rifarei, la Nazionale è la cosa più bella del calcio. Forse in quel momento non ci siamo capiti” e che resta un nome solido per un futuro azzurro.

Così come arrivano segnali da Simone Inzaghi, quasi stufo dell’Arabia Saudita e desideroso di rimettersi in gioco, magari su una panchina di una Nazionale da risollevare.

Gli sherpa hanno ricevuto anche la sua di candidatura, ma al momento c’è freddezza.

Carlos do Brasil

Senza dimenticare Carlo Ancellotti, spesso rincorso, ma mai raggiunto.

Oggi l’ex tecnico del Real Madrid si appresta a guidare il Brasile al Mondiale 2026, a caccia del 6° titolo per la Selecao.

Certo anche di lui è prematuro parlarne, ma chissà che non senta la saudade di casa e che non abbia voglia di un’altra impresa.