Lecce-Torino: il match della tensione
Sarà un match molto teso tra Lecce e Torino, due squadre alla ricerca di punti e della lore vera identità di gioco.

Lecce-Torino apre la domenica della 13ª giornata di Serie A.
Alle 12:30 al Via del Mare ci sarà in un incrocio che mette di fronte due squadre con obiettivi e mood molto diversi, ma ancora alla ricerca della propria identità.
Il Lecce arriva con 10 punti in 11 giornate, 8 gol segnati e 14 subiti, frutto di un rendimento altalenante ma con qualche segnale di crescita in casa, dove ha raccolto gran parte del bottino.
Il Torino viaggia a quota 14 punti (3 vittorie, 5 pareggi, 3 sconfitte, 10 gol fatti e 16 incassati), con una fase difensiva a tratti ballerina ma una struttura di squadra più consolidata e in grado di sporcare il palleggio avversario, soprattutto contro le medio-piccole.
Probabili formazioni (in linea)
LECCE (4-3-3): Falcone; Veiga, Gaspar, Tiago Gabriel, Gallo; Coulibaly, Ramadani, Berisha; Morente, Stulic, Sottil. All.: Di Francesco
TORINO (3-5-2): Israel; Tameze, Maripán, Coco; Pedersen, Casadei, Asllani, Vlasic, Lazaro; Adams, Ngonge. All.: Baroni
Analisi del match
Il Lecce di Di Francesco conferma un 4-3-3 molto verticale: la costruzione bassa passa dai centrali Gaspar–Tiago Gabriel, con Ramadani a fungere da primo schermo e regia “sporca”, mentre le corsie Veiga–Gallo sono fondamentali sia in spinta che nelle letture difensive sull’ampiezza granata. Morente e Sottil sono chiamati a lavorare senza palla per schermare le uscite dei braccetti del Torino, con Stulic riferimento centrale con il compito di attaccare la profondità più che venire incontro ai propri compagni; i salentini vincono una buona quota di duelli e recuperano tanti palloni, ma faticano spesso nell’ultimo passaggio, come testimoniano gli appena 8 gol in 11 gare.
Il Torino di Baroni si dispone con il solito 3-5-2 che in non possesso diventa un 5-3-2 molto compatto, con Pedersen e Lazaro pronti ad abbassarsi sulla linea difensiva. Tameze, spesso utilizzato da braccetto di destra, garantisce aggressività in anticipo, mentre in mezzo il mix Casadei–Asllani–Vlasic permette di alternare pressione alta e gestione più ragionata del possesso; davanti Adams e Ngonge offrono l’ attacco diretto alla profondità e soluzioni in transizione, situazione che può essere decisiva contro un Lecce che tende ad allungarsi quando perde palla in zona offensiva.
Sarà battaglia a centrocampo
A centrocampo si preannunciano le battaglie chiave del match.
Lo scontro tra Coulibaly e Casadei è un duello tra la fisicità del leccese e la tecnica dell’ex Inter: il maliano del Lecce, con la sua capacità di vincere contrasti in zone calde cercherà di rompere le linee granata con progressioni box-to-box, mentre Casadei, settimo in Serie A per duelli vinti a tutto campo (78 totali, 52 aerei), userà il suo fisico da per anticipare il gioco giallorosso ed attaccare l’area leccese, come visto nelle ultime uscite dove ha recuperato palloni decisivi.
In regia, Ramadani contro Asllani sarà la sfida di pulizia, pressing e geometrie: l’albanese salentino, jolly nel dare equilibrio alla prima costruzione, dovrà girarsi sotto la marcatura del regista granata, abile negli accorciamenti (2.1 recuperi/90′) e nel gestire il possesso ragionato di Baroni.
I duelli a centrocampo, dunque, saranno decisivi in un match che si preannuncia tattico ed ad alta tensione.

