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Parma-Fiorentina: scontro salvezza

Parma-Fiorentina è uno scontro tra due squadre che, fino a qui, hanno mostrato difficoltà. Ci si aspetta un match equilibrato, dove una minima scossa può cambiare l'andamento di tutto.

Il 17° turno di Serie A si aprirà con il match al Tardini tra Parma e Fiorentina.

Entrambe le squadre sono invischiate nella lotta salvezza: il Parma, fino a qui, ha avuto un percorso molto altalenante. La Fiorentina, invece, ha trovato la prima vittoria stagionale solo nella scorsa giornata, quando al Franchi ha superato l’Udinese con il risultato di 5 a 1.

Un incontro, dunque, che si preannuncia carico di tensione vista la posta in palio e che, in qualche modo, può determinare le future scelte societarie, dal possibile cambio di guida tecnica alle scelte sul mercato.

Probabili formazioni

PARMA (4-3-2-1): Corvi; Delprato, Circati, Valenti, Valeri; Bernabè, Keita M., Estevez; Benedyczak, Oristanio; Pellegrino M. All. Cuesta.

FIORENTINA (4-4-1-1): De Gea; Dodò, Comuzzo, Pongracic, Parisi; Fortini, Mandragora, Fagioli, Ndour; Gudmundsson A.; Kean. All. Vanoli

Modulo simile, interpretazioni diverse

Parma e Fiorentina si presenteranno con un modulo molto simile, ma con interpretazioni diverse.

I crociati, che usano questo modulo da inizio campionato, si presenteranno con Ondrejka e Benedyczak alle spalle di Pellegrino, puntando dunque sulla capacità di movimento e di dialogo dei tre interpreti offensivi, oltre che sulle qualità tecniche di Bernabè, centrocampista che sa come come aumentare il ritmo della partita e ribaltare il fronte.

Dall’altra parte Vanoli proporrà il modulo vincente contro l’Udinese, con Fagioli a dettare i ritmi a centrocampo, schermato da Mandragora e con Gudmusson e Ndour a creare soluzioni offensive con i loro movimenti. In particolare l’ex Genoa è chiamato ad agire su tutta la trequarti campo della Fiorentina, per allargare le maglie difensive crociate e permettere a Kean di non avere marcature asfissianti.

Occhio ai facili entusiasmi

Sarà una partita dai molti duelli, con diversi interpreti che possono cambiare la situazione.

Da una parte avremo Kean, dall’altra Pellegrino. Entrambi sono attaccanti abili sia in fase di conclusione, sia in fase di finalizzazione. Ambedue saranno fondamentali per lo sviluppo del gioco delle proprie squadre. Dunque sarà importante che Delprato da una parte e Pongracic dall’altra giochino d’anticipo e non lascino molto spazio ai propri diretti avversari.

Grande lavoro dovranno fare anche Estevez e Mandragora nell’andare a pressare i trequartisti avversari, per eludere fonti di gioco e disinnescare pericolosi inserimenti.

Bernabè da una parte e Ndour dall’altra saranno, comunque, l’ago della bilancia: la loro capacità di essere poco appariscenti, la possibilità del tiro dal limite e la tecnica importante di cui sono dotati entrambi possono far sì che una giocata indirizzi l’incontro.

E, quando si tratta di incontri tesi e quasi decisivi, una minima scossa può far saltare il banco.