Calcio Italia

Addio a Evaristo Beccalossi: il genio imperfetto che ha fatto innamorare l’Inter

È morto, dopo una lunga malattia, Evaristo Beccalossi: aveva 69 anni. Icona dell’Inter anni ’80, fantasista unico e indimenticabile.

Il calcio italiano perde uno dei suoi artisti più autentici: è morto Evaristo Beccalossi, storico numero 10 dell’Inter, simbolo di un’epoca in cui il talento era istinto puro e non algoritmo.

Aveva 69 anni e si è spento nella notte a Brescia, la sua città, dopo oltre un anno di condizioni di salute critiche legate a un grave malore accusato nel Gennaio 2025.

La notizia ha attraversato il calcio italiano come un brivido nostalgico. Non se ne va soltanto un ex calciatore: se ne va un’idea di calcio.

Evaristo Beccalossi: il talento ribelle che conquistò San Siro

Nato il 12 maggio 1956 a Brescia, Beccalossi cresce calcisticamente nel club della sua città prima di spiccare il volo verso l’Inter nel 1978.

A Milano diventa rapidamente un idolo. Non tanto per la continuità, mai il suo forte, ma per quella capacità rara di accendere la partita con una giocata fuori copione. Dribbling, visione, un sinistro educato: era il classico fantasista, uno di quelli che trasformano l’attesa del pubblico in spettacolo puro.

Con la maglia nerazzurra conquista uno scudetto (1979-80) e due Coppe Italia, lasciando un segno indelebile nella memoria dei tifosi.

Eppure Beccalossi non è mai stato un campione “facile”. Era discontinuo, imprevedibile, a tratti anarchico. Proprio per questo, autentico.

Il numero 10 di un calcio che non esiste più

In un’epoca in cui tutto è misurato e standardizzato, Beccalossi rappresentava l’opposto: libertà creativa.
Era il giocatore capace di far dire “oggi giochiamo in dieci o in dodici”, perché bastava una sua invenzione per cambiare il destino di una partita.

Il suo calcio era emotivo, imperfetto, umano. Ed è forse questo che lo rende oggi così profondamente attuale, in un calcio che rischia di perdere poesia.

L’ultimo anno e la lunga battaglia

La sua vita ha conosciuto una svolta drammatica nel gennaio 2025, quando un’emorragia cerebrale lo ha colpito improvvisamente. Da lì un lungo periodo di coma e una battaglia silenziosa durata oltre un anno.

Il decesso è avvenuto nella clinica Poliambulanza di Brescia, dove era ricoverato.

Avrebbe compiuto 70 anni tra pochi giorni.