Mondiali 2026, Collina promuove le nuove regole
Il presidente del Comitato Arbitrale della FIFA traccia il primo bilancio sulle direttive arbitrali negli Stati Uniti: gioco più fluido e stop ai "rigorini".

Il giro di vite della FIFA sulla gestione delle direttive arbitrali sta dando i frutti sperati, almeno secondo i vertici del settore. Pierluigi Collina, presidente del Comitato Arbitrale della FIFA, ha tracciato un primo bilancio ufficiale sull’applicazione delle nuove regole ai Mondiali 2026, esprimendo profonda soddisfazione per l’impatto che le riforme stanno avendo sullo spettacolo e sulla fluidità del gioco.
La linea guida emersa con forza in questa rassegna iridata punta dritta verso la penalizzazione della frammentazione del gioco, favorendo uno stile di arbitraggio più “all’inglese” ma severo sui reali falli di gioco.
“Contatti normali” e meno interruzioni: la svolta di Collina
Il punto centrale dell’intervento di Collina riguarda la drastica riduzione dei fischi per interventi veniali. Il capo degli arbitri mondiali ha sottolineato come i direttori di gara abbiano recepito perfettamente l’input della vigilia, evitando di sanzionare con la massima punizione i contatti leggeri di gioco, specialmente all’interno dell’area di rigore. Questa diminuzione delle interruzioni si traduce direttamente in un ritmo più alto e in una maggiore appetibilità dello spettacolo sia per i telespettatori sia per il pubblico presente allo stadio. Inoltre, le diverse macro-aree geografiche arbitrali si stanno allineando a uno standard comune, riducendo sensibilmente le storiche discrepanze di giudizio tra i direttori di gara dei vari continenti.
“Le nuove regole si stanno dimostrando tutte estremamente efficaci” – ha spiegato Collina, evidenziando come i calciatori stessi si stiano progressivamente adeguando, limitando le proteste e le simulazioni vistose proprio perché consapevoli della nuova e più alta soglia del fallo adottata in questa competizione.
Tempo effettivo e recuperi: il modello Qatar si consolida
Oltre alla gestione dei contatti, i Mondiali 2026 stanno confermando l’accuratezza nel calcolo del tempo di recupero, una battaglia storica di Collina già introdotta nelle scorse edizioni. L’obiettivo rimane quello di massimizzare il tempo effettivo di gioco, scoraggiando le perdite di tempo sistematiche da parte delle squadre in vantaggio.
I dati raccolti finora evidenziano partite più lunghe nella durata complessiva, ma decisamente più ricche di azione reale, con un calo drastico dei tempi morti durante le sostituzioni, i festeggiamenti per i gol e i controlli del VAR.

