Calcio Italia

Salviamo il calcio italiano

Dobbiamo abituarci alla mediocrità del calcio italiano. Le sconfitte in Champions di ieri sono lo specchio del nostro campionato.

Il calcio italiano è finito.

La Juventus che perde, brutalmente, in Turchia contro il Galatasaray, l’Atalanta che non riesce a reagire al Borussia Dortmund.

E’ l’immagine simbolo dello stato del calcio italiano che continua il suo declino.

Non bastano le finali Champions dell’Inter o la vittoria dell’Europa League da parte dell’Atalanta. Quelle fungono da panacea di un male ben più profondo.

Il distacco dalle altre competitor

Se negli anni 2000 era quasi normale immaginare un’italiana nelle zone nobili europee, oggi sembra quasi un’eccezione.

Si festeggia un passaggio alle fasi finali come se fosse una vittoria, si festeggia una finale come se fosse un miracolo sportivo.

Vero che nel calcio, così come nello sport e nella vita, niente è scontato.

Ma una Nazionale che non si qualifica al Mondiale dal 2018, un calcio italiano sempre più povero (abissale rispetto ad altri Paesi il distacco per i diritti tv e le potenzialità economiche) e sempre più in declino, dovrebbe servire ai dirigenti da spinta per provare a cambiare il corso delle cose.

Perchè la Serie A non è più il campionato più bello e competitivo del mondo, al massimo lo è livellato verso il basso, ma chi cerca spettacolo o soldi vira verso altri lidi.

Abituiamoci all’oblio del calcio italiano

Ci dovremmo abituare, dunque, che perdere sonoramente in Turchia contro il Galatasaray potrebbe diventare la normalità.

Perchè, scelte di mercato a parte, nessuna italiana può permettersi gli ingaggi contemporanei di Sanè (10 milioni di euro l’anno) ed Osimhen (20 milioni di euro l’anno), tanto per citarne due.

Nessuna italiana ha la forza economica di competere con squadre della Premier League inglese o con le squadre de La Liga Spagnola.

Rimane, forse, il blasone di squadre storiche come l’Inter, forse l’unica squadra attrattiva della nostro campionato, di Juventus e Milan.

Ma con il blasone non si attirano giovani emergenti o campioni nel pieno della loro carriera.

E se un tempo l’Italia era un punto di arrivo, oggi è solamente un punto di partenza o un passaggio verso altri campionati ben più affermati e competitivi.

Abituiamoci all’oblio del calcio italiano: le sconfitte in Champions non sono di certo casuali.