Cosa non torna nell’inchiesta su Rocchi, il parere di un giornalista di giudiziaria: “Indagine grottesca”

Cosa non torna nell’inchiesta su Rocchi, il parere di un giornalista di giudiziaria: “Indagine grottesca”
Il giornalista di giudiziaria de IlFoglio, Ermes Antonucci, è molto dubbioso sull’indagine milanese sul designatore arbitrale Rocchi. E lo fa da tifoso milanista.
Ecco cosa non torna, a suo modo di dire:
1. Avrebbe designato l’arbitro Doveri, ritenuto “poco gradito all’Inter”, per il ritorno della semifinale di Coppa Italia Inter-Milan del 23 aprile 2025, “per assicurare poi all’Inter arbitraggi più favorevoli nell’eventuale finale e per il resto delle partite del campionato”. Intanto non si capisce perché Doveri sarebbe da ritenere “poco gradito all’Inter”, ma poi: se è poco gradito e vuoi favorire l’Inter lo metti ad arbitrare una partita delicatissima come il superderby milanese di ritorno della semifinale di Coppa Italia (considerando pure che l’andata era finita 1-1)? Contraddizione palese.
Non solo. Questa scelta sarebbe stata presa da Rocchi il 2 aprile. Tre giorni dopo, il 5 aprile, in campionato l’Inter ebbe proprio Doveri come arbitro (contro il Parma).
2. Rocchi avrebbe designato come arbitro della partita di campionato Bologna-Inter del 20 aprile 2025 Andrea Colombo, “siccome arbitro gradito all’Inter impegnata nella lotta alla corsa scudetto ormai alle battute finali della stagione calcistica”. Come finì? 1 a 0 per il Bologna. E gli interisti la ricordano perché il gol del Bologna fu frutto di una rimessa in gioco clamorosamente irregolare perché effettuata quaranta metri avanti a dove era uscito il pallone.
Ma, di nuovo, da dove si desumerebbe che Colombo fosse arbitro gradito all’Inter. E soprattutto, se non ci sono prove di contatti tra Rocchi e la dirigenza dell’Inter di cosa parliamo? Del nulla. Accuse basate sulle presunte “sensazioni” del designatore Rocchi (che però contrastano con i fatti)
3. Rocchi avrebbe condizionato l’addetto al Var di Udinese-Parma del 1 marzo 2025, bussando ripetutamente alla vetrata della stanza Var per richiamare l’attenzione su un presunto rigore. Considerando che alla fine (come sempre) è l’arbitro a decidere l’assegnazione del rigore su chiamata del Var, il reato quale sarebbe, quello di “bussata” alla porta del Var per sollecitare a rivedere l’azione?
Questa contestazione nasce da un esposto sportivo presentato all’epoca dal guardalinee Domenico Rocca, che accusava Rocchi di condizionare alcune decisioni dei “varisti”. Eppure in quell’esposto Rocca segnalava il suo stupore perché in Inter-Roma del 27 aprile 2025 “l’arbitro Gervasoni, supervisore di giornata, non ‘bussa’ ai Var per far assegnare un calcio di rigore netto a favore dell’Inter, errore grave che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato a favore del Napoli”. Inter-Roma finirà 0-1, ma soprattutto, occorre ricordarlo, il campionato finirà con la vittoria del Napoli sull’Inter.

